Nuova scoperta dagli USA per la celiachia

Un'enzima in grado di "spegnere" la reazione autoimmune che fa comparire i sintomi della celiachia?

Arriva dagli USA la novità di un team di ricerca della Stanford University che ha scoperto un enzima che può trattare la celiachia lavorando sul processo di reazione autoimmune che fa comparire i sintomi e disinnescandolo. Sarà dunque possibile in futuro "spegnere la celiachia" agendo su alcune selezionate proteine nel nostro organismo? I risultati di questo studio sono stati pubblicati sul Journal of Biological Chemistry.

Nella patologia celiaca, malattia autoimmune di tipo infiammatorio, i sintomi sono innescati dalla gliadina, proteina presente nel glutine del grano e di altri cereali. La gliadina non agisce comunque da sola: il glutine infatti produce una risposta immunitaria di tipo iperattivo quando viene modificato dall’enzima transglutaminasi 2 (enzima TG2) all'interno dell'intestino tenue.

La novità della scoperta americana è proprio di aver trovato l'enzima in grado di "spegnere" la TG2, aprendo la strada in questo modo a nuovi possibili trattamenti contro la patologia celiaca.

(Tratto da https://www.greenme.it)

Come riprendersi dalle ferie di Natale

Sindrome da fine vacanze, da rientro, nostalgia e malinconia, ansia... diciamocelo, non è facile riprendere il ritmo lasciato all'anno precedente. 

Cerchiamo dunque di aiutarci a superare il "rientro dalle ferie di Natale" con qualche semplice consiglio per aiutarsi a recuperare energie, leggerezza e gioia di vivere, in modo del tutto naturale. 

Se già non lo avete fatto, tenetelo in mente la prossima volta: è importante lasciare 2 giorni di riposo alla fine delle ferie, prima del rientro al lavoro o a scuola, così avrete il tempo per riprendere i ritmi "coscientemente" e non "indotti" dalla nuova baraonda. E' un periodo di adattamento molto importante.

Continuare il contatto con l'aria aperta

Passeggiate, specie nei primi giorni, e continuate qualche attività serale, come uscire a cena la sera. Se potete, nella pausa tra un'attività e l'altra, fate quattro passi a respirare ossigeno e sole. Non fatevi immediatamente riassorbire dal divano e dalla televisione alla sera, cercando di uscire per una breve passeggiata o per la visita di qualche amico. 

Sport e attività fisica

Sport e attività fisica in genere sono ovviamente il toccasana, non solo per smaltire il cibo in eccesso delle ferie, ma anche per tonificare la mente grazie all'endorfina e alla dopamina rilasciata nel corpo dall'attività fisica, a tutto beneficio dell'umore.

Gli alimenti magici del rientro

  • Zucca, carote, peperoni, pomodori, ma anche albicocche, meloni, pesche, spinaci... questi cibi sono ricchi di betacarotene e di antiossidanti. Aiutano - tra le altre cose - a mantenere l'abbronzatura eventualmente acquistata durante il viaggio appena terminato, o sulle cime assolate e innevate dalle quali abbiamo fatto ritorno!
  • Kiwi, limone e pompelmo sono ideali per mantenere l'elasticità della pelle ed in genere per migliorare la circolazione sanguigna e per riprendere il giusto tono vitaminico.
  • Carne, yogurt, latte, formaggi, uova, pesce e fegato sono invece importanti per mantenere o rafforzare il tono muscolare, specie in combinata con l'attività fisica.
  • Per il colesterolo possiamo mangiare mele
  • Uva rossa aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia, in quanto contiene molta melatonina e riprendere il naturale ritmo circandiano.
  • Acqua. Sì, proprio semplice acqua naturale (almeno 2 litri al giorno) reidrata e purifica dalle tossine e dagli eccessi il corpo, donando luce ai capelli, alla pelle ed aiutando a sua volta a mantenere l'eventuale abbronzatura dell'ultimo viaggio che ci siamo concessi.
  • Il pesce è consigliatissimo, contiene proteine e grassi omega 3, possibilmente almeno 2 volte alla settimana. Aiuta ad aumentare le difese immunitarie e riattivare il sistema nervoso centrale, migliorando il tono dell'umore e correggendo la depressione.

 Un'aiuto giunge infine con le erbe.

I fiori di Bach, ad esempio, aiutano ad affrontare i nuovi cambiamenti in atto. Il Walnut, dalla pianta di noce, aiuta ad esempio nei periodi di variazione, mentre Horbeam combatte la stanchezza, il mal di testa da rientro ed il bruciore agli occhi.

Meditazione

Non specificheremo mai abbastanza l'importanza della meditazione.

Studi scientifici hanno dimostrato come - dopo una pratica lunga e corretta - si notino cambiamenti fisici nella massa celebrale prefrontale, dove ha sede, tra le altre, la forza di volontà.

La meditazione, quando ben praticata e con giusta motivazione, armonizza corpo e psiche, ci aiuta ad osservare i meccanismi della mente, dei pensieri e delle conseguenze emozioni (che sono pensieri riflessi nel corpo) e - perchè no - ci mette nella giusta prospettiva per un eventuale risveglio spirituale a tutto vantaggio del proprio equilibrio, magnetismo personale e serenità d'animo.

Buon rientro a tutti dallo staff Molino di Ferro!

La celiachia diventa una malattia cronica

Celiachia, da patologia rara a malattia cronica.

La celiachia passa da patologia rara a malattia cronica. Questo stabilito dal Ministero della Salute nelle nuove classificazioni LEA, i Livelli essenziali di assistenza, servizi e prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce a tutti i cittadini in tutte le regioni a titolo gratuito o con il pagamento di un ticket.

Tantissimi i celiaci in italia

I celiaci dichiarati sono oltre 600mila. Moltissimi ed esisterebbe anche un importante sommerso, cioè i portatori di malattia non conosciuti o non diagnostici, solitamente per una sintomatologia lieve o moderata e non invalidante. Percentuale, quest’ultima, che aumenterebbe gli intolleranti al glutine di un 30% in più, come conferma anche l’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia. Proprio per questi numeri la celiachia passerà da una condizione definita di rarità, a una malattia cronica a tutti gli effetti. Ovvero permanente, con sintomi e implicazioni per l’arco della vita.

Burocrazia semplificata per i celiaci

La definizione di “cronicità” porta alcuni vantaggi ai pazienti celiaci che da tempo auspicavano una diversa considerazione della loro condizioni clinica. Si alleggerisce innanzitutto la burocrazia: sarà sufficiente presentare una certificazione medica, stilata da uno specialista, per poter così usufruire di specifiche esenzioni per patologia e godere di servizi e prestazioni ambulatoriali, utili al monitoraggio della malattia e alla prevenzione di eventuali complicanze.

Molino di Ferro e il Panathlon Club: al via il nuovo connubio tra il mondo gluten-free e lo sport

Route1 du PanathlonMolino di Ferro S.p.A. è sponsor della “Route1 du Panathlon”: 575 chilometri da Monaco a Venezia.

Il percorso inizia lunedì 7 Settembre nelle montagne bavaresi, da Monaco, passando per Innsbruck, Bressanone, Bolzano, Trento, Bassano, Castelfranco Veneto, Cittadella, Padova, Mestre e volata finale verso Venezia, sabato 12 settembre.

L’obiettivo è di promuovere la costituzione di un percorso ciclabile continuo, definito e sicuro. Un ricco indotto anche per alberghi, ristoranti, siti di interesse culturale.

Il “Panathlon International”, nato nel 1951 da un gruppo di amici amanti dello sport, onorando l'etimologia del suo nome greco, Pan (tutti) e Athlon (sport), vuole diffondere i valori etici - morali della società alla luce del moto ufficiale “Ludis lungit”, lo sport unisce.

Il legame tra la convivialità, il condividere il cibo assieme e la condivisione dei medesimi valori sportivi è presto detto.

Da qui nasce l’iniziativa di sponsorizzazione della moderna azienda alimentare trevigiana “Molino di Ferro”, storica realtà nel settore del gluten free e il Panathlon Internation. 

www.route1dupanathlon.eu

www.molinodiferro.com

Celiachia, relazione al Parlamento anno 2014

“La salute è un diritto di ogni individuo ed è importante fornire ai cittadini tutte le informazioni che possano contribuire a renderli consapevoli e a promuovere comportamenti utili alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura delle principali patologie".

Lo scrive il Ministro della salute Beatrice Lorenzin nell'introduzione alla relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, relativa all'anno 2014, quest'anno particolarmente ricca di novità importanti, soprattutto sul piano diagnostico inviata alle Camere il 26 gennaio 2016.

La celiachia è una malattia autoimmune che si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti in seguito all'assunzione del glutine e colpisce in proporzione più le donne che gli uomini.

Ad oggi in Italia risultano 172.197 celiaci:

Nord 48 %
Centro 22 %
Sud 19 %
Isole 11 %

Dopo la diagnosi, saper gestire la propria condizione di celiaco è il punto di partenza per poter organizzare la propria giornata e la propria vita sociale in modo consapevole e sereno.

Partendo da una buona educazione alimentare di base, senza allarmismi e senza medicalizzare la dieta e affiancando una corretta analisi dell’etichetta su cui sono riportati ingredienti, allergeni e profilo nutrizionale dei prodotti, oggi è possibile acquistare in modo autonomo e corretto qualsiasi alimento.

La garanzia di poter disporre di alimenti sicuri per i celiaci è estesa anche alla ristorazione scolastica, ospedaliera e pubblica dove oggi è possibile usufruire di una lista degli ingredienti per ciascun piatto ed identificare quelli senza glutine.

A contribuire a tale servizio nella ristorazione ci sono gli operatori del settore alimentare, che ogni anno vengono formati e aggiornati per lavorare al meglio il “senza glutine”.

Con l’aumento della diffusione delle informazioni, della consapevolezza della collettività, della sensibilità delle aziende e degli operatori e avendo una normativa sempre più attenta al consumatore oggi finalmente è meno gravoso il peso della celiachia per i celiaci e per le loro famiglie.

Consulta Celiachia - Relazione annuale al Parlamento anno 2014

Infezioni intestinali e vie respiratorie da bambini

Troppe infezioni intestinali e respiratorie da bambini? Da grandi potreste diventare celiaci!

Attenzione ai primi 18 mesi di vita. Un accumulo di questi disturbi potrebbe portare in età adulta un’intolleranza al glutine presente nei prodotti con frumento segale e orzo.

DI DANIELE BANFI

Mamme attenzione, troppe infezioni nei primi 18 mesi di vita dei vostri piccoli potrebbero predisporre i bambini a sviluppare la celiachia. E’ questo il messaggio che emerge da uno studio del Norwegian Institute of Public Health pubblicato sulle pagine della rivista American Journal of Gastroenterology. Un dato importante che potrebbe contribuire in maniera significativa a prevenire lo sviluppo della malattia. 
 
Che cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia auto-immune che rende chi ne è affetto intollerante al glutine. Purtroppo questo componente, formato dalle proteine glutenina e gliadina, è presente in un gran numero di prodotti alimentari a base di frumento, segale e orzo. Per questa ragione il regime alimentare di un celiaco è notevolmente influenzato dalla malattia. In particolare è proprio la gliadina a scatenare la reazione immunitaria. Chi ne è colpito presenta delle lesioni alla mucosa intestinale causate dalla potente risposta infiammatoria che il corpo mette in atto contro il glutine. 
 
In chi ha sofferto di infezioni durante l’infanzia, il rischio aumenta del 30%

Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato nei bambini una possibile relazione tra ricoveri ospedalieri per infezione e aumentato rischio di sviluppare celiachia. Lo studio degli scienziati norvegesi ha voluto indagare in maniera più approfondita questo legame. Analizzando con un questionario oltre 70 mila bambini nati tra il 2000 e il 2009 i ricercatori hanno evidenziato che più erano frequenti le infezioni (intestinali e respiratorie) nel primo anno e mezzo di vita e più era alta la possibilità di sviluppare la malattia. In particolare dai dati è emerso che nei piccoli che avevano sofferto in più di 5 episodi la probabilità di celiachia aumentava del 30%.  
 
La celiachia è una malattia provocata da fattori genetici e ambientali

Dati importanti che supportano l’idea che un’iperattivazione del sistema immunitario in tenera età possa fare da innesco alla malattia. Attenzione però a non confondere il messaggio: come spiegano gli autori dello studio «la celiachia è una malattia multifattoriale causata, ad esempio, da un mix di fattori genetici, ambientali e comportamentali. Le infezioni sono solo una parte del complesso meccanismo. Una maggiore conoscenza sui fattori ambientali che influenzano la malattia potrà contribuire a lungo termine a fornire la possibilità intraprendere misure preventive». 

Celiachia, la malattia del secolo

Milano - La celiachia potrebbe essere definita la malattia del secolo. L'intolleranza al glutine permanente che si sviluppa nei soggetti predisposti (circa un italiano su 100) è considerata una malattia sociale.

La celiachia. Continua a essere molto alto il numero di persone che non sa di essere affetta da questa patologia. Ogni anno il numero di intolleranti al glutine aumenta sensibilmente, quest'anno in Italia c'è stato un incremento del 9%.

La celiachia è una malattia autoimmune dell'intestino tenue che si verifica in individui di tutte le età. Generalmente i sintomi si presentano contemporaneamente allo svezzamento ma è elevatissimo il numero di persone che si ammalano in età adulta. I sintomi includono diarrea cronica e ritardo della crescita nei bambini oltre a forte sensazione di spossatezza. Questi sintomi talvolta sono assenti o non talmente acuti da destare sospetto.

La celiachia è causata da una reazione alla gliadina, una prolammina (proteina del glutine) presente nel grano e da alcune proteine simili che si trovano nei cereali comuni, come orzo e segale. L'assunzione di gliadina causa nell'intestino una reazione infiammatoria, chiamata atrofia dei villi, che porta al un troncamento dei villi che rivestono la zona tenue. L'atrofia impedisce gran parte dell'assorbimento delle sostanze nutritive, in quanto i villi intestinali ne sono responsabili. 

L'intolleranza al glutine, se non curata, può dare origine ad altri problemi come, ad esempio, l'adenocarcinoma all'intestino tenue o il linfoma a cellule "T" associato a enteropatia. Grazie a un approfondito studio condotto in Gran Bretagna sulla malattia, ilNational Institute for Health and Clinical Excellence  raccomanda lo screening nei pazienti con una diagnosi di sindrome da stanchezza cronica, di sindrome dell'intestino irritabile o nel caso di diabete mellito di tipo 1. I ricercatori raccomandano di eseguire uno screening anche in caso di malattie autoimmuni della tiroide o al manifestarsi di dermatite erpetiforme e nei parenti di primo grado di persone con malattia celiaca confermata.

Non è facile scoprire di essere intolleranti al glutine ma crampi improvvisi dopo i pasti, diarrea maleodorante, gonfiore accompagnato da distensione addominale e ulcere della bocca sono campanelli di allarme ai quali si aggiungono spesso valori non correti negli esami del sangue (ferro, di acido folico, di vitamina B12 e ipocalcemiandr).

In ogni caso, seguendo scrupolosamente una dieta priva di glutine si evita la comparsa di nuovi sintomi e si ha la remissione dei sintomi presenti. La mortalità dei celiacidiagnosticati in età pediatrica e che seguono una rigorosa dieta priva di glutine è infatti analoga a quella della popolazione generale.

Le migliori app per celiaci

Oggi parliamo di app per smartphone, sempre più utilizzate e sempre più utili nella vita di tutti i giorni prendendo in esame quelle focalizzate su celiachia e celiaci, pensate per mobilità e viaggi. 

AIC E AFC MOBILE

Sviluppata dall’Associazione Italiana Celiachia, può essere utilizzata gratuitamente. Comodissima per quando si viaggia sia per l’elenco di cibi senza glutine che di quelli vietati, da evitare assolutamente nei ristoranti. La App ha anche la capacità di trovare ristoranti senza glutine nella città in cui ci si trova mentre la si consulta. Collegata a Google Maps, indica la strada per giungere il locale adatto al celiaco.

GLUTEN DETECTOR

Questa app è molto utile per velocizzare gli acquisti "sicuri" durante un viaggio. Infatti con la sola scansione del codice a barre (o qr code) tramite la fotocamera dello smartphone, otterrai subito la risposta: contiene o non contiene glutine? Quest'app è a pagamento ma veramente molto utile ed economica: solo 90 cent.

GLUTENFREE ROADS

Glutenfree Roads è un’app molto intuitiva, semplice e ricca di informazioni, pensata per tutti i celiaci. Gratuita nell’app store del tuo smartphone, rende disponibile l'elenco di ristoranti, pizzerie, bar, punti vendita, hotel senza glutine, sempre aggiornati. Per rendere semplicissima la fruizione, l’elenco è classificato in 3 categorie principali: "mangiare" "acquistare" "dormire". Puoi inoltre creare il tuo profilo personale e interagire con altri celiaci, scambiandovi opinioni in tempo reale sui vari locali che cucinano o vendono "senza glutine". Tramite la funzionalità GPS puoi inoltre facilitare la ricerca del percorso verso la tua meta prescelta, siano negozi che ristoranti, hotel, etc.

Infezioni respiratorie e grastrointestinali prenatali correlate a celiachia?

Infezioni gastrointestinali e/o respiratorie da neonati possono predisporre alla celiachia?

Un infezione gastrointestinale o alle vie respiratorie contratta nei primi 18 mesi di vita del bambino potrebbe essere un indice di predisposizione alla celiachia.

Questa è l'ipotesi sollevata da un ampio studio dell’Istituto norvegese di Salute Pubblica di Oslo apparso su The American Journal of Gastroenterology, che aiuterebbe a scovare l’intolleranza al glutine in maniera tempestiva.

I nati tra il 2000 e il 2009 sono stati moltissimi - oltre 70 mila - osservati per diversi anni dai ricercatori norvegesi, per scoprire una possibile correlazione tra alcune infezioni gastrointestinali e/o delle vie respiratorie e la futura intolleranza al glutine, proteina del grano.

Secondo gli espertile probabilità di sviluppare la celiachia sembrano essere in relazione sia in frequenza di insorgenza sia in tipologia di infezione.

10 episodi di infezioni respiratorie o gastrointestinali nei primi 18 mesi di vita, con un rischio di diventare intolleranti al glutine superiore del 30% rispetto al normale. I più sfortunati erano i neonati con problemi respiratori ricorrenti, predestinati a manifestare la malattia da grandi, in rapporto a coloro che erano avvezzi a infezioni gastrointestinali.

Campanello di allarme?

Ad ogni modo, i ricercatori tranquillizzano mamme e papà, perché questa tipologia di infezioni neonatali sono solo un campanello di allarme - e non una certezza nella correlazione all'intolleranza al glutine. «La celiachia è determinata da una serie di fattori, primo fra tutti la predisposizione genetica, cui si aggiunge una componente ambientale e comportamentale».

Ed ora, forse, anche infettiva.

Articolo e fonte originale: http://www.corriere.it/salute/speciali/2014/celiachia/notizie/infezioni-respiratorie-gastro-intestinali-neonati-indicano-predisposizione-celiachia-be86f672-7bd0-11e5-9069-1cf5f2fd4ce8.shtml

Nutri Awards 2015, miglior progetto è italiano

Prestigioso successo per la ricerca italiana, con la vittoria dei ricercatori dell'Università di Foggia al Nutri Awards, lo scorso 17 e 18 giugno a Lille, in Francia, con il progetto Gluten Friendly, miglior progetto di ricerca al mondo, per il quale presto sarà annunciato l’inizio della sperimentazione sull’uomo.

Il 17 e 18 giugno scorsi, a Lille, in Francia, vittoria dei ricercatori dell'Università di Foggia al Nutri Awardscon il progetto Gluten Friendly, definito miglior progetto di ricerca al mondo, un prestigioso successo per la ricerca italiana!

Il NutriEvent si è dunque confermato quale una delle più prestigiose vetrine internazionali dell’agroalimentare, occasione biennale per discutere di nutrizione e salute. Erano presenti oltre 500 partecipanti provenienti da 26 paesi, 13 conferenze, 20 comitati di indirizzo e 58 relatori per più di 650 incontri, un'occasione unica per parlare di progetti di business e di innovazione.

l'Università di Foggia ha vinto il premio come “miglior processo innovativo” del NutriEvent 2015 con il progetto Gluten Friendly, che permette nuovi metodi di produzione di alimenti innocui per i celiaci. Grazie alla popolarità ottenuta con questo premio, ritirato dalla ricercatrice dell’ateneo Dr. Landriscina, in vece dell’autrice della scoperta, Dr. Lamacchia, negli stessi giorni ad Alicante in Spagna per relazionare sullo stesso progetto.

Con oltre 500 partecipanti provenienti da 26 paesi, più di 650 incontri, 13 conferenze, 20 comitati di indirizzo e 58 relatori, Il NutriEvent si è confermato come la più prestigiosa vetrina internazionale dell’agroalimentare, un’importante occasione biennale per discutere di salute e nutrizione. L’edizione 2015 è stata un'occasione unica condividere progetti di business e di innovazione.

Durante questa importante manifestazione l'Università di Foggia ha ricevuto uno dei riconoscimenti più ambiti vincendo con il progetto Gluten Friendly,che permetterà la produzione di alimenti contenente glutine innocuo per i celiaci, il premio come “miglior processo innovativo” del NutriEvent 2015.

La metodologia del gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente dell'Università di Foggia consiste nell’indurre cambiamenti nelle proteine del glutine tali da interrompere la catena di combinazioni chimiche che causano la cosiddetta “intolleranza”, scongiurando la cascata infiammatoria che crea lesioni all'intestino e una disfunzione nell'assorbimento di nutrienti.

nuovo test gluten sensitivity

Un nuovo test in farmacia per scoprire se si è “sensibili al glutine” (Gluten Sensitivity)

Abbiamo pensato di condividere con voi quanto letto su un articolo pubblicato sul mensile “Free – l’arte di vivere senza glutine” di Luglio, disponibile in edicola.

Riceviamo moltissime e-mail da persone che non sono celiache ma che assumendo cibi contenenti glutine soffrono di tutti i sintomi canonici della celiachia: gonfiore, sonnolenza, diarrea, stipsi, dolori addominali, depressione, etc.

Provando a cambiare regime alimentare, ossia assumendo alimenti gluten-free, questi sintomi svaniscono.

Come stabilire con certezza se si è di fronte a Gluten Sensitivity? Con un test appena arrivato in farmacia.

Lo spiega benissimo la giornalista Manuela Campanelli, nell’articolo che vi alleghiamo.

La celiachia e la neuropatia periferica

La Celiachia e la neuropatia periferica, una possibile correlazione.

Grazie alla redazione del Corriere della Sera, con la recente pubblicazione dell’articolo scritto da Francesca Morelli, viene alla luce uno studio svedese, condotto dal Karolinska Institut di Stoccolma, in team con altre università americane.

Il focus dello studio è il seguente:

confrontare più di 28.000 pazienti celiaci diagnosticati tali (provenienti da 28 reparti di differenti ospedali svedesi) con 140.000 persone “sane” per analizzare gli effetti collaterali della Celiachia sul sistema nervoso.

Grazie ad analisi costanti nel tempo è emersa la comparsa di 198 casi di neuropatia nei pazienti celiaci sottoposti contro i 359 casi nei pazienti “sani”.

I numeri sono importanti e parlano chiaro:

“si riscontra una probabilità maggiore del 2,5% tra i Celiaci di sviluppare una neuropatia periferica”.

Cos’è la neuropatia periferica? Un’alterazione della normale attività di uno o più nervi del sistema nervoso. I nervi colpiti non riescono più a svolgere la loro funzione: non vi è più la corretta trasmissione di messaggi tra il sistema nervoso centrale e quello periferico. Di conseguenza compaiono i primi sintomi come l’intorpidimento, il formicolio, la perdita di “sensibilità” nel sentire il dolore o le variazioni di temperatura.

Svariate sono le cause di danneggiamento dei nervi periferici: in primis, il diabete, a seguire le carenze alimentari come la vitamina B12.

Il valore di questo studio è molto importante: “Specialmente nella popolazione giovanile in cui la carenza di vitamine è un’ipotesi remota- riferisce il Dr. Jonas Ludvigsson - vi sarebbe un’indicazione a procedere allo screening per la celiachia”. Se l’esito fosse positivo, l’eliminazione del glutine, ça va sans dire, sarebbe a tutto vantaggio non solo della celiachia ma anche della neuropatia periferica.

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